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Il Costo di un Atto Notarile

Quando si parla di «spese notarili» si mettono in un’unica cifra tre voci molto diverse.

Le imposte dovute allo Stato sono la parte più consistente e non le decide il notaio: le stabilisce la legge in base al tipo di atto, al valore, a chi vende e alle agevolazioni di cui lei ha diritto. Su un acquisto di prima casa pesano di norma più dell’onorario dello studio. Il notaio le riscuote e le versa all’Erario per conto del cliente.

Le spese e le anticipazioni – visure, bolli, tassa di trascrizione, tassa d’archivio – sono importi determinati, che lo studio anticipa e le riaddebita al centesimo.

L’onorario dello studio è l’unica voce che dipende dal notaio, e dipende dalla complessità: numero delle parti, verifiche necessarie, presenza di un mutuo, difformità da sanare.

Due informazioni che valgono più di qualunque stima. Nell’acquisto di un’abitazione da un privato, la tassazione sul valore catastale («prezzo-valore») comporta per legge una riduzione del 30% dell’onorario notarile. E l’imposta sostitutiva sul mutuo è dello 0,25% per la prima casa contro il 2% negli altri casi: su 150.000 euro sono 2.600 euro di differenza.

Il preventivo scritto non è una cortesia: la legge impone al notaio di rilasciarlo prima del conferimento dell’incarico, in forma analitica, indicando separatamente imposte, anticipazioni e compenso, dopo aver esaminato i documenti dell’operazione. Lo chieda a noi e lo chieda anche ad altri: è il modo corretto di confrontare.

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